L'arpa birmana

Hero: 
alcune milizie in bianco e nero

 

Sezione: Omaggio a Goffredo Fofi

Nella Birmania del 1945, un soldato giapponese si fa monaco buddista per dare sepoltura ai caduti dei due eserciti. Capolavoro di Kon Ichikawa, il film è una meditazione pacifista sulla guerra, sulla pietà e sul potere consolatorio della musica. Premio San Giorgio alla Mostra di Venezia del 1956 e candidato all'Oscar, l’anno successivo, come miglior film straniero, viene considerato tra i più intensi film antimilitaristi del cinema giapponese. 

Con Shoji Yasui, Rentaro Mikuni 

regia Kon Ichikawa 

sceneggiatura Natto Wada

 soggetto Michio Takeyama

 fotografia Minoru Yokoyama

 scenografia Takashi Matsuyama

 montaggio Masanori Tsujii

 musiche Akira Ifukube 

produzione Masayuki Takaki 

distribuzione Cineteca di Bologna

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