
Dopo la versione teatrale del 1964, Carmelo Bene torna alla celebre storia di Salomè di Oscar Wilde con un film libero e radicale, ibrido e iconoclasta. Un’opera accolta da fischi e polemiche già all’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, e che Bene stesso definì come «l’impossibilità del martirio in un mondo presente, non più barbaro, ma esclusivamente stupido». La proiezione del film, in versione restaurata, è anche l’occasione per rendere omaggio a Maurizio Grande, studioso e critico di cinema e teatro, tra coloro che più profondamente hanno saputo comprendere l’opera di Bene e con cui l’artista ha mantenuto un dialogo fecondo e ininterrotto. Un rapporto, insieme esistenziale e intellettuale, tra pratica artistica e riflessione teorica, su cui vale la pena tornare a riflettere a trent’anni dalla scomparsa di Grande.
con Carmelo Bene, Donyale Luna, Veruschka, Lydia Mancinelli
regia Carmelo Bene
sceneggiatura Carmelo Bene
soggetto Carmelo Bene, liberamente tratto da Salomè di Oscar Wilde
fotografia Mario Masini
montaggio Mauro Contini
produzione Carmelo Bene
distribuzione Cinecittà

